Servizi sociali e tribunale dei minori

Nella vita di qualsiasi persona nessun evento può essere compreso a priori quanto vine compreso vivendo l'evento stesso.
Questa affermazione può apparire strana ma in realtà è molto pertinente : nessuno può comprendere a pieno cosa sono gli assistenti sociali o cosa vuol dire sospensione della patria potestà per mano di un tribunale dei minori senza averne mai avuto a che fare.
Sin dalla prima convocazione dei servizi sociali deve suonare un campanello di allarme, non conta nulla pensare “non ho fatto nulla” oppure “sono innocente e posso dimostrarlo” pertanto è sempre meglio rivolgersi ad un legale in quanto si sta camminando su un crinale scosceso che conduce al baratro dove il diritto di difendersi cessa di esistere.
Se possibile a tutti gli incontri partecipate con il vostro legale concordando ogni vostra risposta ed affermazione ma sappiate che comunque qualsiasi cosa direte sarà usata contro di voi.
Nel caso il vostro legale lo ritenga necessario rivolgetevi anche ad uno psicoterapeuta per un corso preventivo di genitorialità, naturalmente il tutto all'insaputa dei servizi in quanto anche questo sarebbe usato contro di voi.
Se le cose non sono andate bene e il “troppo zelante” assistente sociale ha fatto un esposto al tribunale dei minori comincia il peggiore degli incubi in cui una famiglia possa cadere.
Se non avevate ancora trovato un legale fatelo di corsa e raccontategli tutto, non tralasciate nessun dettaglio, è molto importante.
A questo punto basandosi sulla segnalazione il tribunale sospende la vostra patria potestà facendo richiudere i vostri figli in una così detta “casa famiglia” in attesa di un'udienza.
Questo è senza ombra di dubbio un momento molto doloroso e non credo ci sia un modo corretto di affrontarlo, dovete soltanto sperare che lo strappo avvenga nel minor dolore possibile per i figli.
Si sono viste in televisione scene degne della cattura di un criminale incallito solamente per portare via un bambino che grida terrorizzato da scuola tra lo sgomento totale delle insegnanti e dei suoi compagni.
Ostentando il suo potere e la sua superiorità come se fosse Dio sceso in terra l'assistente sociale che vi ha denunciati e quindi rovinata la vita vi concederà di vedere i vostri figli qualche ora a settimana.
Naturalmente tutti gli incontri avverranno come se voi foste i peggiori criminali della terra ed avverranno in presenza di una “educatrice” che oltre ad osservarvi vi valuterà soppesando ogni vostra frase gesto o espressione.
Se farete delle foto vi verrà fatto notare subito e comunque verrà segnalato subito al tribunale.
In tutto il procedimento penale la vostra presenza sarà necessaria solamente alla prima udienza.
Preparatevi ad una esperienza umanamente devastante, verrete ascoltati da un giudice relatore che scriverà un sunto di quanto da voi detto che esporrà poi ad un collegio di giudici in un secondo momento.
Come se non bastasse di quel collegio non faranno parte solo giudici veri ma anche giudici onorari che giudici non sono.
Chi sono i giudici onorari ? Sono persone qualsiasi che hanno chiesto ed ottenuto di svolgere questa funzione affiancando i veri giudici nei tribunali dei minori.
Solo recentemente purtroppo e solo grazie alle Iene ed all'ex giudice Francesco Morcavallo è venuto alla luce l'agghiacciante infamia di circa 200 giudici onorari collusi con case famiglia in qualità di fondatori, soci o parenti di soci.
Per completare l'opera ci pensano il tribunale che non verifica una sola parola di quanto dichiarato dallo “zelante” assistente sociale e la legislazione italiana che per questo procedimento non prevede la testimonianza in aula davanti un vero giudice dei servizi sociali cosi come pure voi non potrete presentare testimoni a vostro favore.
Naturalmente potete solo aspettarvi tempi biblici e sperare che i fascicoli della vostra difesa vengano letti.
A questo punto dopo molti mesi il tribunale emette una sentenza che nella maggior parte dei casi è di adottabilità dei minori.
Siate molto forti perché per voi e per i vostri figli sarà devastante e come se ciò non bastasse a comunicarvelo potrebbe essere proprio lo “zelante” assistente sociale che vi ha distrutto la vita, ve lo dirà sfoggiando il suo miglior sorriso inebriato della sua vittoria crogiolandosi nel vostro dolore che per lui vuol dire un altro passo verso una promozione.
Nessun genitore degno di esserlo si arrende in quanto per i figli si tentano tutte le strade, sopratutto quando ti vengono rubati ed allora si decide di andare in corte di appello.
Purtroppo anche in questo grado ritroverete i tristemente famosi “giudici onorari”.
Per il secondo grado di giudizio non sarete nemmeno ascoltati come pure non sarà mai richiesta la vostra presenza e l'unico compito del vostro avvocato sarà ripresentare tutta la documentazione da voi prodotta in primo grado con una sola speranza: arrivare ad essere valutati mediante una CTU.
Una CTU non è nient'altro che una Consulenza Tecnica d'Ufficio mediante la quale verrete esaminati da dei periti di parte nominati dal tribunale per verificare le vostre condizioni psicologiche e valutare la vostra “genitorialità”.
Naturalmente potrete nominare un perito di parte anche voi che potrebbe essere proprio la psicoterapeuta consigliata in precedenza.
Nel caso otteniate una ctu e dimostriate il vero allora potrete riavere i vostri figli.
A noi purtroppo anche in secondo grado è stata negata la ctu, dimostrazione che i giudici non hanno letto una sola riga della documentazione presentata dal nostro avvocato.
Dal momento in cui la ctu è negata e viene confermata la sentenza di primo grado dal tribunale non vi è più concesso vedere i vostri figli, tanto meno sapere come stanno o dove siano stati portati.
Naturalmente anche in questo caso dovrete sopportare l'umiliante sorriso beffardo di un assistente sociale forte della sua ennesima vittoria che vi comunicherà la sentenza con effetto immediato.
A questo punto vi rimane una sola strada ovvero rivolgervi alla suprema corte di cassazione di roma.
Noi abbiamo deciso di NON arrenderci, abbiamo tirato la cinghia e deciso di appunto di andare in cassazione.

Il 27 ottobre 2017 i nostri avvocati si sono recati a Roma per l'udienza in cassazione in merito la sottrazione di nostra figlia.

Il 13 marzo 2018 siamo stati convocati dal nostro avvocato che ci ha comunicato che la sentenza della cassazione ha respinto tutte le nostre richieste e che la nostra bambina non tornerà mai più a casa con noi.

Quanto descritto è la strada che abbiamo percorso sin ora tra dolore ed umiliazioni, non ci rimane che pregare e sperare che un giorno quando nostra figlia compirà 18 anni decida di venirci a cercare per conoscere la verità.