Dedicato ai miei genitori con tutto il cuore

 

Ho voluto dedicare questa pagina del nostro sito con tutto il cuore alla memoria dei miei cari genitori Corticelli Luigi e Moretti Valencia come segno di rispetto e gratidudine per tutto quello che hanno fatto per me.

Sono sicuro al 100% che in questo doloroso frangente non ci avrebbero mai abbandonati o lasciati soli, sono certo che pur di aiutarci vi sareste letteralmente tolti il pane di bocca per far si che nostra figlia non ci venisse rubata.
Ho voluto scegliere queste foto che li ritraggono giovani perché è così che li voglio ricordare e portare per sempre nel mio cuore e per dirgli che mi mancano tanto.

Corticelli luigi

 

25 gennaio 1921

 

14 marzo 1994

 
Anche se non sono cresciuto con i miei genitori, mi sono sentito in dovere di parlare di loro dedicando alla loro memoria una pagina del nostro sito.

Considerato poi che è impossibile in una sola pagina web descrivere la vita di 2 persone e tenendo conto che è altretanto difficile trovare un momento più importante rispetto agli altri, perché ogni scelta di uno sminuirebbe tutti gli altri ho deciso di raccontare due episodi scegliendo tra quei momenti che emotivamente mi hanno lasciato un ricordo profondo e significativo nel cuore e nell'anima.
All'età di otto anni mi trovavo in ospedale per un piccolo intervento chirurgico.
Al mio risveglio dall'anestesia tu eri la al mio fianco per darmi il tuo amore e conforto.
Fino al quel giorno ti avevo sempre chiamato "padre Luigi" ma quella volta ti ho detto:" Ti voglio bene papà".

Nella mia mente è rimasto indelebile l'abbraccio che mi hai dato e con voce rotta dal pianto di gioia mi hai detto:" Te ne voglio tanto anche io".

La Mamma mi ha raccontato di un episodio molto toccante che non molti srebbero in grado di compiere.

Quando lavoravi alla Lamborghini trattori eri addetto alla rettifica degli alberi a gomiti (l'albero a gomiti è quell'albero che trasforma il moto alternato dei pistoni in moto circolare con l'ausilio delle bielle).

Nella postazione di lavoro vicino alla tua c'era un giovane ragazzo che faceva il tuo stesso lavoro.

Era un bravo ragazzo e nonostante il suo notevole impegno non riusciva ad arrivare alla quota di pezzi stabiliti da fare nell'arco della giornata e pertanto tu essendo in grado di farlo lo aiutavi a raggiungere la quota giornaliera rinunciando anche alle pause.

Un giorno sei rincasato dal lavoro piangendo, purtroppo quel giovane ragazzo aveva perso la battaglia della vita morendo a causa di una leucemia.

Sempre la Mamma mi ha detto che le piccole risatine di alcuni colleghi dopo quella terribile notizia si sono trasformate in lacrime ed alcuni addiritura vennero a chiederti scusa ammettendo di aver compreso troppo tardi il perché del tuo aiuto a quel ragazzo.

Mi piace pensare che l'assù vi siate incontrati ed abbiate trovato la pace meritata.

 

Moretti Valencia

 

08 Dicembre 1927

 

04 Gennaio 2009

 

Per te Mamma ho ritenuto doveroso spendere qualche parola in più per poter descrivere le difficoltà e sopratutto i drammi che hai dovuto subire nella vita che con te molto spesso è stata avara ed a volte spietata.

Quando ti penso Mamma una spada mi trafigge il cuore, ci ha lasciati il 4 gennaio e solo dopo nove giorni è nata tua nipote e tu non hai potuto vederla e conoscerla.
Con te la vita è sempre stata particolarmente dura, ha cominciato molto presto a lavorare, da prima nei campi poi per un forno e quando ti è stato imposto ancora giovinetta sei partita per il piemonte per affrontare il durissimo lavoro di mondina, dormendo su pagliericci e pagando un pesante tributo in salute in quanto hai contratto il paratifo.

Di quel periodo la zia mi ha più volte raccontato un aneddoto in merito a delle ciliege: era domenica ed avevi molta fame quando lungo la strada hai trovato un venditore di ciliege.

Dopo aver comprato un sacchetto con i pochi soldi che avevi , dopo averle lavate hai cominciato a mangiarle.

Circa a metà del sacchetto hai scoperto che le ciliege avevano tutte un inquilino al loro interno allora è sorto il dilemma su cosa fare.

Dopo una attenta riflessione dettata dalla fame hai esclamato:"tent in gan brisa gli oss" che tradotto in italiano è:" tanto non hanno le ossa" e quindi hai continuato a mangiarle senza problemi.
Prima di incontrare il mio Papà purtroppo hai avuto l'ennesima sfortuna della tua vita: ti sei innamorata di un uomo che dopo averti sposata ti ha trattato peggio di una serva o per meglio dire una pezza da piedi, era spesso ubriaco e ti tradiva frequentando prostitute.

So anche per certo che dopo essere stata chiusa a chiave in un appartamento una settimana senza cibo sei stata salvata da una vicina di casa che ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e di un'ambulanza.
La vita poi è stata ulteriormente crudele con te in quanto l'uomo che avevi sposata ti ha picchiata barbaramente al punto tale da procurarti un aborto e farti perdere il bambino che portavi in grembo.
Fortunatamente e diversamente non si può dire sei rimasta vedova ed ha potuto rifarti una vita incontrando l'uomo che è diventato il mio papà.
Purtroppo solo ora che vivo lontano da nostra figlia capisco ciò che avete provato voi nel vivere senza di me al vostro fianco in quanto facevate un lavoro durissimo arrivando a fare anche doppi turni in un canapificio.
Anche per te fra tutti gli episodi che potrei narrare voglio ricordare il più significativo anche se per qualche persona arida e senza coscienza potrebbe apparire banale ed inutile.
Era Domenica e mi trovavo a casa con voi quando ad un certo punto tu ed il papà visiete abbracciati e vi siete dati un bacio.
Posso giurarvi che in quel momento mi sono sentito veramente felice come non lo ero mai stato, ricordo che sul mio viso sbocciò un sorriso come mai avevo avuto ed cosi che vi voglio ricordare e portare nel mio cuore per sempre.
 

In memoria dei miei Genitori In memoria dei miei Genitori