Claudia

Mi chiamo Claudia e sono disabile e disoccupata in cerca di lavoro.
Sono nata il 10/06/1971 e sono terza di 3 fratelli.
Non sono mai stata all'asilo nido tanto meno alla materna.
Abitando in campagna non ho mai avuto molti amici sino alle scuole elementari e forse anche per questo ho sviluppato un carattere introverso.
Sul periodo scolastico non c'è molto da dire, studiavo ed allo stesso tempo lavoravo in campagna.
Dopo le scuole medie ho frequentato l'istituto magistrale diventando maestra.
Ho anche frequentato l'anno integrativo.
Dopo gli studi ho cominciato a lavorare nel settore agroalimentare per diverse aziende.
In ottobre del 2008 mi sono sposata ed il 13 gennaio 2009 è arrivata nostra figlia.
Dopo 40 giorni dalla sua nascita abbiamo scoperto che aveva delle crisi tonico-cloniche per le quali è stata ricoverata un mese e mezzo in neonatologia infantile con la diagnosi di epilessia.
La situazione per noi è diventata ulteriormente più pesante in quanto dopo una risonanza magnetica i medici le hanno diagnosticato una leucoencefalopatia multifocale che non l'avrebbe fatta arrivare ai 3 anni.

18 mesi dopo è stata fatta una seconda rm dalla quale è risultato che le cure avevano sortito l'effetto desiderato e la mielinizzazione dell'encefalo e dei nervi era rientrata nella norma sollevandoci dal pesante fardello della prima rm.

Dopo il ricovero di un mese e mezzo a causa della pesantezza dei farmaci non mangiava più allora abbiamo deciso di rivolgerci ad un luminare in fatto di epilessia infantile.
Doveva essere un ricovero di una settimana ma poi si è trasformato in un altro lungo mese e mezzo alla fine del quale a nostra figlia era stato applicato un sng (sondino naso gastrico) perché aveva completamente smesso di mangiare.
Dopo 3 lunghi mesi di sofferenza è stato deciso di togliere il sondino e di passare allo svezzamento con un'alimentazione solida.
Ci sono voluti svariati mesi ed un'infermiera professionale che ci assistesse per insegnarle a mangiare.
Durante questo periodo nostra figlia mentre sola con l'infermiera professionale è rimasta ustionata da acqua troppo calda durante un bagnetto e perciò ha riportato ustioni di primo e secondo grado sulla parte sinistra del corpo.
Nei 2 anni successivi nostra figlia ha avuto diversi ricoveri per varie gastroenteriti che ogni volta provocavano un notevole calo di peso ed annullavano tutti i nostri sforzi fatti per alimentarla nel miogliore dei modi tra un ricovero e l'altro.

Su questa situazione i servizi sociali hanno fondato l'ennesima infamante bugia dichiarando che eravamo noi a non darle da mangiare e non hanno mai voluto prendere in esame le cartelle cliniche ed i referti dei medici inquanto era un fatto lapalissiano la nostra innocenza, anzi il nostro impegno per nostra figlia era lampante come la luce del sole.

Abbiamo sempre fatto di tutto per lei anche per quanto riguarda l'asilo nido: abbiamo speso oltre 11000 € per 2 anni per aiutarla a socializzare ed anche alla materna abbiamo sempre pagato il massimo della retta per la mensa scolastica.
Non abbiamo mai barato o mentito a nessuno, l'unico errore è stato chiedere un lavoro ai servizi sociali e loro ci hanno ripagato con questa moneta: nell'agosto 2013 è stata messa in una casa famiglia su ordine del tribunale dei minori che si è unicamente basato sulle relazioni dei servizi sociali.

Dal 22 luglio 2014 non l'abbiamo più vista e non sappiamo più nulla di lei in quanto è stata dichiarata adottabile.
I servizi sociali tra le varie falsità di cui ci hanno accusati, mi hanno accusata di essere anoressica ma invece la mia patologia è rettocolite ulcerosa, praticamente la gemella del morbo di chron per la quale sono stata riconusciuta disabile, una "pseudo" psicologa si è anche permessa dopo averci "valutato" un paio di ore di dirci che eravamo stanchi di fare i genitori, cosa falsa che ci ha profondamente umiliati ed offesi.

Noi comunque abbiamo deciso di non arrenderci e anche dopo le sentenze negative di primo e secondo grado con i nostri avvocati procederemo in cassazione sperando che la corte suprema valuti le sentenze degli altri 2 tribunali.

Ora non ci resta che aspettare, soli con il nostro perenne dolore.

 

Cesare

Mi chiamo Cesare sono disabile e disoccupato in cerca di lavoro.

Sono nato il 14/03/1965 e sono figlio unico.

Dall'età di 1 anno visto che i miei genitori lavoravano molto con turni massacranti sono stato affidato ad una sorella di mia mamma con la quale ho vissuto sino quando ho cominciato a convivere e poi sposarmi con mia moglie.
Da quando ero piccolo sino all'età dello sviluppo sono stato gracile e minuto ammalandomi ogni stornir di fronde proprio come nostra figlia che è il mio ritratto esatto di quell'epoca.

Gli anni dell'infanzia e dell'adolescenza sono stati tutt'altro che facili, perchè non essendo i miei genitori sposati sono stato oggetto di discriminazione e scherno sia da parte dei miei coetanei che da parte dei cosidetti moralisti che mi consideravano il frutto del peccato e pertanto estremamente sgradito.
Anche per quanto concerne le scuole inferiori non è andata meglio perchè, sempre per la succitata ragione, sono stato emarginato anche dalle insegnanti che più di una volta hanno alzato le mani su di me e chiedendo ripetutamente che io venissi collocato in orfanotrofio.

Ho conseguito il diploma di perito industriale metalmeccanico e mi sarebbe molto piaciuto proseguire gli studi per laurearmi in fisica e continuare per la specializzazione con un dottorato in fisica delle particelle.

Tutto ciò non è stato possibile anche se i professori hanno sempre esortato la mia famiglia nel sostenermi ma la carenza di soldi ha fatto da padrona e quindi ho cominciato a lavorare da prima presso un artigiano, poi presso una nota azienda che produce caldaie e bruciatori.
Tra la scuola ed il lavora ho vissuto il classico anno di naia alla mercè di "nonni" arroganti e prepotenti che mi hanno sottoposto ad ogni sorta di scherzi e crudeltà.
Ho lavorato per 22 anni presso un'importante azienda dove, partendo dalla catena di montaggio sono arrivato con le mie sole forze al reparto "ricerca e sviluppo" per la produzione di nuovi prototipi di caldaie ad alto rendimento.
Dal 2007 il rapporto con mia mamma si è riconsolidato ulteriormente dato che anche la sua salute era notevolmente peggiorata (al punto tale che io e la mia futura moglie ci siamo trasferiti da lei per accudirla meglio).
Purtroppo nel novembre 2008 si è reso necessario un ricovero in ospedale per un'ulcera varicosa che mal curata in dicembre le è costata l'amputazione di una gamba.
A seguito della setticemia diffusa derivata dagli inutili tentativi di salvare la gamba gia in necrosi ci ha lasciati la mattina del 4 gennaio 2009 ovvero 9 giorni prima della nascita di nostra figlia non potendo cosi nemmeno vederla.
Con i vari ricoveri di mia figlia per epilessia è arrivato anche il licenziamento che ho dovuto subire passivamente in quanto in quel momento veniva molto prima la famiglia.

Da quando nostra figlia è nata sino al 2013 abbiamo fatto di tutto per farla stare bene con visite, accertamenti (eeg, tac, rm) e fisioterapia ma per i servizi sociali di tutto ciò non abbiamo fatto nulla.
Nostra figlia ha frequentato regolarmente l'asilo nido (dove per colpa dell'isee alta abbiamo sempre pagato la retta massima) e la materna mentre eravamo alla ricerca di un lavoro.

Causa la crisi e l'età la ricerca di un lavoro si è prolungata obbligandoci al terribile errore di chiederlo ai ............ che per tutta risposta hanno fatto un esposto al tribunale dei minori inventandosi letteralmente che noi saremmo "stanchi, incapaci e pertanto inadeguati a fare i genitori" arrivando persino alla discriminazione.

Dall'agosto del 2013 nostra figlia su ordinanza del tribunale dei minori e stata allontanata da casa e inserita presso una casa famiglia ad oltre 40 Km di distanza.

Per 11 mesi abbiamo potuto vederla solo 2 volte a settimana per un totale di 4,5 ore sorvegliati come criminali e vedendoci anche rifiutate visite extra per natale e pasqua e compleanni.

Dalla sentenza di primo grado nel luglio 2014 è stata dichiarata adottabile e da allora non sappiamo piu nulla di lei e per questo stiamo soffrendo molto ma non ci arrendiamo ed a costo di mangiare pane raffermo e cipolla andiamo avanti a testa alta sperando di riavere nostra figlia con NOI.